Milano Fashion Week

Si è conclusa lunedì 29 febbraio la  Milano Moda Donna, la settimana dedicata all’alta moda italiana in cui i più importanti stilisti italiani e i nuovi emergenti hanno presentato le loro collezioni per l’autunno – inverno 2016\2017.

A confermare l’eccentricità della moda milanese, le collezioni firmate Serafini, che richiamano a gran voce lo stile audace degli anni Ottanta, Prada, Marni e Jil Sander, che per la prossima stagione hanno salutato le linee asciutte e a tinta unita, rimpiazzandole con tubini in pelle metalizzata e maniche a sbuffo in stile papale, mentre a rubare la scena alla Sicilia del “Gattopardo”, gli abiti sontuosi e luminosi di Dolce & Gabbana, questa volta ispirati al magico mondo fiabesco ricco di fiori, dettagli dorati e cristalli applicati.

Questi sette giorni di eventi e presentazioni ufficiali sembrano dunque dirci che lo stile minimalista abbia lasciato il posto a colori e forme caleidoscopiche; ma dove è finita la semplicità e l’armonia delle stampe? Che fine hanno fatto i colori neutri e gli abiti minimali? E’ possibile trovare risposta a queste domande tirando in causa il maestro di stile Giorgio Armani, che è stato come sempre incaricato di chiudere la settimana più importante del fashion system italiano. Giorgio è riuscito a stupire il pubblico spazzando via i trend presentitati nei giorni precedenti che richiamano il mondo fiabesco e futuristico, e proponendo in passerella una collezione dominata dal velluto nero e dalle linee sofisticate e morbide.  Lo stilista ha volontariamente eliminato dalla propria collezione il superfluo e l’eccessiva sovrapposizione di colori cogliendo un tema di grande attualità, ovvero il richiamo ad una donna sofisticata ma che vuole apparire il meno possibile. Uno stile elegante ma genuino in un mondo in cui eccesso è diventata la parola d’ordine, in cui il corpo e il modo di vestirsi vengono esposti come in una grande vetrina che si affaccia sul mondo e sulla società del mercato. Giorgio Armani al contrario continua negli anni a realizzare moda che si conferma capace di “capire” la donna e i suoi bisogni, la voglia di sentirsi a proprio agio in un abito così come lo si è nel proprio corpo.

E’ proprio per questi motivi che lo scettro di “Re” della moda è da sempre nelle mani del maestro Armani, la cui eredità di pensiero risiede nel fatto che la moda, come del resto tanti altri settori, ha bisogno di una linea guida per non perdere completamente il senso da cui è nata: la necessità. 

Agnes Collabolletta