We heart Albertino

Prima di Radio Deejay, che posti frequentavi e che musica ascoltavi?

Prima di Radio Deejay già lavoravo in radio, a Radio Music e a Radio Milano International dove consumavo funky e soul. Ero e sono molto “black”. Ancora prima, di notte, poi andavo al Panthea in Via Carducci dove spesso non mi facevano neppure entrare perché ero troppo piccolo. Quando ci riuscivo mi piazzavo accanto alla consolle per ore a cercare di capire cosa facesse il deejay che suonava la musica che ti ho detto prima mixata con la disco music.

 

Cosa rimpiangi degli anni '90?

L’entusiasmo e l’incoscienza.

 

Cosa non funziona nei locali oggi?

C’è poca attenzione verso la parte tecnica. Gli impianti audio-luci, l’attrezzatura per suonare, la produzione in generale a volte viene messa in secondo piano quando invece è fondamentale sia per il dj che per il cliente.

 

Cosa funziona invece?

Che alla gente piace ancora tanto, ma tanto, ballare e divertirsi.

 

Come ti vedi tra 10 anni?

Qui mi cogli impreparato, nella musica no, ma qui sì ;-)

 

Un pezzo immancabile in un tuo dj-set?

Eurythmics – “Sweet Dreams”

 

Consolle in alto o in basso?

In alto ai festival, in basso nei club.

 

Se iniziassi oggi che nome d'arte sceglieresti?

Il solito perché mi sta bene, credo.

 

Chi erano i tuoi idoli negli anni '80?

Dj Leopardo di Radio Milano International. Poi sono arrivate l’house music e l’hip hop che hanno segnato e cambiato per sempre la mia vita.